ArtRail I Edizione

ART RAIL

ANNO ZERO.

Le Cinque Terre con i loro paesaggi unici hanno segnato l’immaginario di molti artisti.

Lo shock emotivo di fronte ai paesi costruiti sulla roccia, le case torri colorate ammassate  le une alle altre, i rosoni di marmo  sulle facciate a righe bianche e nere delle chiese e i muri a secco aggrappati alla costa a strapiombo sono state rappresentate a partire dal secondo Ottocento, con l’epoca romantica. Erano paesaggi esotici e lontani dalle città, silenziosi ed isolati.

Le Cinque terre hanno sempre stupito per la loro bellezza, visioni e sollecitazioni poetiche del paesaggio verticale hanno mosso la mano di molti artisti, da Telemaco Signorini a Lino Marzullo e Francesco Vaccarone.

Michelangelo Pistoletto, stanziale a Coniglia dal 1967, risponde a Marzo Ferrari nel suo libro “Mare Verticale” che lo incalza chiedendogli :”la creazione artistica ha un segreto in questo pezzo di terra e roccia arrampicata sul mare?”

“La libertà’ è fondamentale per l’ispirazione e qui se ne respira tanta, ci si sente più sinceri, più puri, più autentici certo, questa collettività favorisce l ‘impegno e la dimensione etica dell’artista, una dimensione che oggi sembra cancellata o quasi. Ma la libertà non può essere sconfinata, deve avere delle regole morali.

“L’ estetica da sola non serve, può funzionare solo se coniugata con l’etica”.

Ora questi paesi vivono di folle, di masse inconsapevoli e superficiali, lo sfruttamento commerciale ne degrada il ruolo culturale e turistico.

L’ Art Rail ha l’obiettivo di concentrare lo sguardo degli artisti sull’essenza delle Cinque Terre.

Il tema Aria, Acqua, Terra e Fuoco segnerà l’anno zero della manifestazione, segnando l’auspicata rinascita del paesaggio, e restituendo alle Cinque Terre la loro autenticità e libertà d’espressione.

Dagli elementi primordiali ad un ecosistema rigenerato.

La terra dei vigneti, la terra sotto le scarpe dei runner, l’aria ed i venti che sferzano la costa, il fuoco del sole che brucia la roccia e la pelle dei vignaioli, l’acqua del mare che isola l’uomo dalla civiltà.

L’edizione Anno Zero dell’Art Rail vuol promuovere un paesaggio, vuol negare il degrado, spingere alla consapevolezza e alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilita e rispetto dell’ambiente.

Un progetto che cercherà di coinvolgere il maggior numero di artisti e le loro opere diventeranno manifesto di uno sguardo nuovo.

Non solo paesaggi, ma colore , origine e protesta.

L’artrail sarà ospite all ‘interno della manifestazione Sciacchetrail 2018, verrà riproposta con le stesse modalità anche negli anni successivi, ripercorrendo con presunzione la “festa dei pittori” voluta da Dario Capellini nell’estate del 1953, per molti anni a seguire, nel borgo di Riomaggiore. I partecipanti, come allora,riceveranno in premio una bottiglia di vino delle Cinque Terre per legare ancora una volta l’arte al territorio e quindi ai vigneti, Land Art inconsapevole dei vignaioli del passato e del presente.

Vigneto degli Eremiti abbandonato da 50 anni

L’Azienda Agricola Monterossina A Scià è impegnata nel recupero dei terreni abbandonati:
(per la produzione del vino DOC Cinque Terre) la collina dell’Eremo della Maddalena, trascurata da oltre 50 anni, è ora in restauro in collaborazione con Elisabetta Cocciolo.
L’Eremo della Maddalena antico gioiello di Monterosso è ora suggestivo luogo di incontro tra vino tradizione e arte…

Schiacchetrà Riserva “A Scià Gold Hair”

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Cinque Terre Sciacchetrà è un vino passito dolce, giallo dorato, con sentori di frutta secca, miele e caramello. Uva: Bosco appassita. I suoi grappoli accuratamente scelti, sgranati a mano uno ad uno, si trasformano in un vino complesso di profumi e denso come la sua tradizione. Per ottenere un buon Schiacchetrà, è importante rispettarne i tempi; A Scià Riserva rimane in affinamento per ben 36 mesi: in barrique di rovere francese per i primi 24, in piccoli caratelli di ciliegio e rovere per i restanti 12.
La bottiglia è vestita dalla Designer Hélène Barró, che afferma:  “Lo Sciacchetrà non può che essere Donna! Il suo colore dorato e il suo sapore passionale mi fa pensare ad una treccia lunga che brilla al sole”.
Vino da meditazione abbinato a formaggi dal sapore deciso ed intenso, più tradizionalmente con il bucellato o pandolce genovese, temperatura di servizio 14 gradi.

Sciacchetrà e tradizione

Lo Sciacchetrà nasce dalla scelta giusta, i grappoli, cresciuti al sole acquistano un colore dorato.
Dopo la vendemmia l’uva accuratamente deposta viene fatta riposare.
Ora, come vuole la tradizione, sagge e rapide mani si occupano della sgranatura.

Luoghi del cuore

Ogni viaggiatore ha luoghi del cuore che rimangono impressi nella memoria.
Parte per destinazioni esotiche, lontane, talvolta irraggiungibili, si ferma, osserva, tira fuori la macchina fotografia per fermare per sempre un istante che ai suoi occhi sembra magnifico.
Poi, il viaggiatore torna a casa, in quel paesino delle Cinque Terre.
I ricordi del viaggio si ammucchiano confusi, i giorni d’inverno si rincorrono, come il sole e le nuvole spinte dal vento, e poi quella burrasca che sigla nel cielo un tramonto che toglie il fiato.
E il viaggiatore si ferma, non tira fuori la macchina fotografia ma quei colori gli graffiano il cuore, sono i colori di casa sua. I più belli!

Sciacchetrà Riserva

Raccolta uve per appassimento destinate alla produzione del vino CINQUE TERRE SCIACCHETRA’ DOC.
Raccolta manuale, selezione in vigneto dei grappoli migliori, piu sani ed integri.
I grappoli vengono distesi con cura e lasciati in appassimento sino ai primi giorni di novembre, momento in cui si passa alla loro vinificazione.
il cinque terre sciacchetra 2017 dell ‘azienda agricola è la terza vendemmia.
La vendemmia 2015 è la prima annata, uscira’ in commercio a dicembre /gennaio 2018 con la dicitura RISERVA.

 

Recupero dei Vigneti nelle Cinque Terre

Liguria, Cinque Terre, tra Monterosso e Vernazza.
Territorio impervio e scosceso,
caratterizzato da terrazzamenti a picco sul mare.
Guardando vecchie foto, si può notare come tutti i terreni che costeggiavano il paese fossero in ordine e puliti, oggi le terre sono state quasi tutte abbandonate.
Nel 2011 una forte alluvione ha colpito la riviera, lasciando dietro di se grossi danni.
L’azienda Agricola Monterossina A Scià,
si sta occupando di recuperare diversi appezzamenti:
con la coltivazione dei tre diversi vitigni tipici della zona
(Arbarola, Bosco, Vermentino) destinati alla produzione
del bianco CINQUE TERRE DOC.
Lo scopo è quello di ricostruire e conservare questa terra antica,
delicata e unica.

L’Azienda

L’Azienda nasce nel 2014 e la sua attività è orientata al recupero e alla valorizzazione di uno dei territori più affascinanti ed impervi del panorama vitivinicolo italiano, al mantenimento dei vigneti terrazzati a strapiombo sul mare e quindi alla sopravvivenza del vino 5 terre celebrato già nell’antichità. Il 90% delle varietà coltivate sono Bosco, Albarola, Vermentino, vitigni a bacca bianca, dalle quale otteniamo il vino 5 Terre DOC e il famoso 5 Terre Sciacchetrà; il restante 10% è dedicato alle uve a bacca rossa, dal quale si ottiene il Rosso IGT Terre di Levante. I vigneti si estendono per circa 3 ettari sulle alture tra Vernazza e Monterosso al Mare all’interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre, riconosciute dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La coltivazione dei vigneti è completamente manuale. A pochi kilometri dal centro di Monterosso, sulla strada provinciale per La Spezia si trova la sede operativa dell’Azienda Agricola A Scià, dove per la vinificazione ci affidiamo a tecniche produttive moderne coniugate con la tradizione.