A Scià, l’arte e il recupero degli antichi vigneti

L’azienda Agricola A Scià, impegnata da 4 anni nel recupero dei vigneti, ha raggiunto nel 2018 i 3 ettari di terreno, collocati tra Monterosso e Vernazza. Ultimo di questi è la collina dell’Eremo della Maddalena, ricostruita nei muretti a secco ed innestata dei tipici vitigni del territorio
Albarola, Vermentino e Bosco. Tutto ciò contribuisce, oltre che alla bonifica agricola, anche alla veduta storica.
Sensibile alla cultura ed alla storia di questi territori A Scià si sposa con l’arte, la valorizzazione degli “artisti” che con passione e duro lavoro hanno nei secoli contribuito alla costruzione di questo paesaggio pittoresco e da cui ora trovano ispirazione.

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ArtRail I Edizione

ART RAIL

ANNO ZERO.

Le Cinque Terre con i loro paesaggi unici hanno segnato l’immaginario di molti artisti.

Lo shock emotivo di fronte ai paesi costruiti sulla roccia, le case torri colorate ammassate  le une alle altre, i rosoni di marmo  sulle facciate a righe bianche e nere delle chiese e i muri a secco aggrappati alla costa a strapiombo sono state rappresentate a partire dal secondo Ottocento, con l’epoca romantica. Erano paesaggi esotici e lontani dalle città, silenziosi ed isolati.

Le Cinque terre hanno sempre stupito per la loro bellezza, visioni e sollecitazioni poetiche del paesaggio verticale hanno mosso la mano di molti artisti, da Telemaco Signorini a Lino Marzullo e Francesco Vaccarone.

Michelangelo Pistoletto, stanziale a Coniglia dal 1967, risponde a Marzo Ferrari nel suo libro “Mare Verticale” che lo incalza chiedendogli :”la creazione artistica ha un segreto in questo pezzo di terra e roccia arrampicata sul mare?”

“La libertà’ è fondamentale per l’ispirazione e qui se ne respira tanta, ci si sente più sinceri, più puri, più autentici certo, questa collettività favorisce l ‘impegno e la dimensione etica dell’artista, una dimensione che oggi sembra cancellata o quasi. Ma la libertà non può essere sconfinata, deve avere delle regole morali.

“L’ estetica da sola non serve, può funzionare solo se coniugata con l’etica”.

Ora questi paesi vivono di folle, di masse inconsapevoli e superficiali, lo sfruttamento commerciale ne degrada il ruolo culturale e turistico.

L’ Art Rail ha l’obiettivo di concentrare lo sguardo degli artisti sull’essenza delle Cinque Terre.

Il tema Aria, Acqua, Terra e Fuoco segnerà l’anno zero della manifestazione, segnando l’auspicata rinascita del paesaggio, e restituendo alle Cinque Terre la loro autenticità e libertà d’espressione.

Dagli elementi primordiali ad un ecosistema rigenerato.

La terra dei vigneti, la terra sotto le scarpe dei runner, l’aria ed i venti che sferzano la costa, il fuoco del sole che brucia la roccia e la pelle dei vignaioli, l’acqua del mare che isola l’uomo dalla civiltà.

L’edizione Anno Zero dell’Art Rail vuol promuovere un paesaggio, vuol negare il degrado, spingere alla consapevolezza e alla sensibilizzazione sui temi della sostenibilita e rispetto dell’ambiente.

Un progetto che cercherà di coinvolgere il maggior numero di artisti e le loro opere diventeranno manifesto di uno sguardo nuovo.

Non solo paesaggi, ma colore , origine e protesta.

L’artrail sarà ospite all ‘interno della manifestazione Sciacchetrail 2018, verrà riproposta con le stesse modalità anche negli anni successivi, ripercorrendo con presunzione la “festa dei pittori” voluta da Dario Capellini nell’estate del 1953, per molti anni a seguire, nel borgo di Riomaggiore. I partecipanti, come allora,riceveranno in premio una bottiglia di vino delle Cinque Terre per legare ancora una volta l’arte al territorio e quindi ai vigneti, Land Art inconsapevole dei vignaioli del passato e del presente.